Per i volontari CRI le foto in servizio devono raccontare il lavoro sul territorio, rispettando emblema, principi e privacy delle persone ritratte.

COSA FOTOGRAFARE No
Volontari e mezzi in azione, non in posa:
scena di assistenza, formazione, logistica, raccolte
Dettagli che raccontano l’attività:
mani che consegnano viveri, momenti di formazione, allestimento tende, briefing
Foto di gruppo:
Non in posa ma ad indicare la fine di un servizio di gruppo
Almeno un elemento riconoscibile CRI in ogni scatto:
gilet, mezzo, bandiera, pettorina, logo sullo sfondo
Volontari in divisa conforme e decorosa:
completa, DPI corretti, posture professionali
Atmosfera rispettosa:
niente foto che spettacolarizzano il dolore o la sofferenza

• Volti riconoscibili di utenti, pazienti, persone vulnerabili senza consenso valido e informato.
• Minori riconoscibili senza liberatoria dei genitori/tutori o indicazioni specifiche del Comitato.
• Dati sensibili visibili (referti, monitor, targhe, badge con nome, numeri di telefono, chat su smartphone).
• Scatti che ledono la dignità (persone in evidente sofferenza, ubriachezza, degrado, situazioni umilianti).
• Immagini che possono essere lette come propaganda politica, commerciale o religiosa, in contrasto con neutralità e indipendenza CRI.

• Trattate le foto come dati personali: se una persona è riconoscibile, state trattando un dato ai sensi GDPR.
• In eventi pubblici: cartelli visibili che informano che possono essere effettuate foto per fini istituzionali; privilegiare scatti di gruppo o di schiena se non c’è consenso diretto.
• Per ritratti riconoscibili (primo piano o piccoli gruppi): raccogliere sempre liberatoria scritta quando possibile, usando i moduli del vostro Comitato.
• Minori: usare solo moduli ufficiali CRI per liberatoria; se non c’è certezza della copertura, evitare il volto o usare inquadrature che non li rendano identificabili.
• Conservazione: le foto autorizzate vanno archiviate in modo sicuro e accessibile solo a chi gestisce comunicazione e archivi.

• Nelle foto pubblicate dai canali ufficiali deve essere chiaro che si tratta di Croce Rossa (logo, divise, mezzi, hashtag ufficiali come #CroceRossa #CroceRossaItaliana).
• Niente filtri o effetti che stravolgono colori istituzionali, divisa o emblema; evitare sticker e scritte sopra al logo CRI.
• Non usare mai l’emblema come elemento decorativo fuori contesto o distorto, seguire le linee guida di identità visiva.
• Testi che accompagnano la foto: tono rispettoso, informativo, coerente con i Principi e con la Social Media Policy nazionale.
• Evitare meme, ironia su utenti o altre organizzazioni, contenuti polemici su attualità e politica.

• Prima del servizio: chiarire chi è incaricato di fare foto e a quale uso sono destinate (archivio interno, social, report).
• Durante il servizio: pochi scatti curati meglio di tante foto casuali; controllare sfondo e dettagli che non devono apparire (foglio con dati, targa, chat, volti non autorizzati).
• Subito dopo: selezionare solo le foto coerenti con questi criteri, rinominare i file (data_attività_luogo_autore) e caricarle nel canale interno definito dal Comitato.
• Pubblicazione: far passare le foto dai referenti comunicazione / Presidente o da chi indicato dal regolamento interno prima di andare online.
• In caso di richiesta di rimozione: se una persona chiede di togliere una foto in cui è riconoscibile, procedere alla rimozione nel più breve tempo possibile.

• Fai una versione orizzontale (per post e sito) e una verticale (per storie/Reel).
• Usa la regola dei terzi: soggetto leggermente spostato, sfondo ordinato.
• Cerca luce sul volto, niente controluce, foto ferma e nitida.
• Alterna foto di scena intera e dettagli che raccontano il gesto di aiuto.

• Usa orizzontale per: scene d’azione, gruppi, mezzi, allestimenti (copre meglio il contesto e funziona su Facebook, sito, slide).
• Usa verticale per: ritratti singoli o a mezzo busto, storie/shorts/Reel, dettagli (mani che consegnano, particolare del mezzo).
• Se possibile fai entrambe le versioni (una verticale e una orizzontale) della stessa scena, così chi gestisce i social può scegliere.
Evita di “tagliare” in modo scomodo: niente piedi o teste mozzate, braccia a metà senza senso, mezzi tagliati proprio sul logo.

• Immagina il fotogramma diviso da 2 linee verticali e 2 orizzontali: posiziona il soggetto principale lungo una di queste linee o sui punti di incrocio.
• Evita di mettere sempre tutto al centro: spostare leggermente il soggetto rende la foto più dinamica e naturale.
• Lascia “spazio davanti” al soggetto: ad esempio, se un volontario guarda a destra, lascia più spazio a destra che alle sue spalle.
• Controlla lo sfondo: niente cestini, disordine, cartelli fuori tema o persone che fanno cose imbarazzanti sullo sfondo.

• Tieni il telefono a due mani, gomiti vicini al corpo o appoggiati a qualcosa per evitare il mosso.
• Preferisci luce naturale: se siete all’interno avvicinati a finestre; evita controluce forti che trasformano i volti in sagome nere.
• Prima di scattare, tocca lo schermo sul volto del volontario per mettere a fuoco ed esporre correttamente.
• Meglio una foto semplice ma nitida che un’inquadratura “artistica” ma sfocata.

• Alterna panoramiche (la scena complessiva) a scatti più stretti: mani che passano un bene, sguardi tra volontari, particolare della tenda o del mezzo.
• Cerca un “momento significativo”: il gesto di aiuto, il briefing, il sorriso tra volontari a fine turno.
• Evita pose troppo rigide: meglio dire “continuate a fare quello che state facendo, vi faccio qualche foto” e cogliere momenti autentici.